
Cronicità e assistenza territoriale. Creazzola: “Farmacista ospedaliero figura centrale”
Una delle maggiori criticità riscontrate in periodo pandemico è quella del mancato rapporto e dialogo tra ospedale e territorio. Quello che negli anni scorsi sembrava essere un argomento di “dialogo di politica sanitaria”, è diventato nel 2020 un’urgenza.
Non a caso una delle sessioni chiave del XLI Congresso annuale SIFO (Società Italiana Farmacia Ospedaliera) ha trattato e approfondito proprio quest’argomento.
In una visione globale, quale può essere il ruolo del Farmacista delle Aziende Sanitarie nell’integrazione dell’assistenza farmaceutica tra ospedale e territorio? Alla domanda ha risposto l’ex presidente di SIFO Simona Creazzola.
“Un rapporto integrato e sinergico fra i farmacisti delle Aziende Sanitarie che operano in ospedale e sul territorio è fondamentale oggi più che mai per il contributo della nostra categoria professionale all’assistenza sanitaria. In particolare questo è vero per l’imprescindibile adeguamento dell’assistenza farmaceutica territoriale alla crescente territorializzazione dell’assistenza, che richiede davvero che tutte le forze in campo della nostra professione collaborino strettamente per la migliore presa in carico del paziente cronico e perché l’assistenza farmaceutica sia sempre più un tassello non solo rilevante, perché lo é già, ma anche attivo e centrale nel costruire la presa in carico territoriale dei pazienti domiciliari.
Il Farmacista Ospedaliero delle Aziende Sanitarie è un professionista con competenze esclusive e peculiari sul farmaco e sui dispositivi medici, con attitudini specifiche nelle relazioni con i pazienti, come dimostrato durante l’emergenza covid.
La nostra azione – prosegue Creazzola – nell’assistenza domiciliare, in quella verso le strutture residenziali e semiresidenziali, così come nelle strutture di cure primarie è stato ed è un nostro Caso d’Eccellenza.
Quello che noi realizziamo ad esempio verso le strutture penitenziarie è un intervento di rilievo che non ha altri alternativi professionisti. Queste osservazioni per dire che il ruolo del Farmacista delle Aziende Sanitarie è centrale già oggi e lo sarà ancor di più nell’immediato futuro visto che il SSN sta obbligatoriamente riscoprendo la necessità di riunificare la visione assistenziale che negli ultimi anni aveva creato troppe distanze tra ospedale e territorio.
Certamente è e sarà necessario che si ripensi al sistema complessivo, con il coinvolgimento concreto di chi opera e conosce le problematiche, per evitare di definire ‘in astratto’ un’assistenza che invece deve essere basata sulle conoscenze concrete, snellendo la burocrazia e investendo sui casi d’eccellenza”.
“I malati cronici sono in continua crescita e la categoria delle patologie croniche con le quali il SSN deve confrontarsi è destinata ad aumentare”, dichiara invece Fabiola Del Santo, Segretario Regionale Toscana di SIFO e co-tutor di sessione.
“Questo fenomeno è dovuto sia al tendenziale aumento delle aspettative di vita sia ad una sempre più ampia gamma di farmaci che permettono di cronicizzare patologie mortali. Alla luce di questi due concetti è fondamentale che SIFO analizzi e sviluppi l’argomento così da permettere, da parte dei farmacisti ospedalieri e territoriali dei SSR, una sempre più soddisfacente gestione delle malattie croniche”.