
Federsalus: farmacia, principale canale di distribuzione degli integratori alimentari
Il comparto degli integratori alimentari è un’eccellenza nazionale. La quarta indagine di settore “La filiera italiana dell’integratore alimentare” a cura del Centro Studi FederSalus, presentata ieri presso la sala Nilde Iotti della Camera dei Deputati, fotografa in esclusiva, a livello nazionale ed europeo, un comparto che vede le circa 200 aziende associate contribuire alla crescita del Paese.
FederSalus, a 20 anni dalla sua nascita, afferma il primato europeo del settore per produzione e vendita di integratori alimentari basato su una filiera nazionale solida, a testimonianza di un comparto che ha saputo crescere e rafforzarsi nel corso del tempo.
La filiera dell’integratore alimentare, composta da produttori di materie prime, aziende di produzione in conto terzi e aziende a marchio proprio sul mercato di consumo, genera un prodotto il cui utilizzo coinvolge il 65% della popolazione italiana adulta, 32 milioni di consumatori, che cercano una risposta al proprio bisogno di benessere.
Gli integratori alimentari, che svolgono un ruolo nella gestione della salute contribuendo a ridurre i fattori di rischio dell’insorgere di malattie e a mantenere lo stato di benessere, trovano un riferimento centrale nel consiglio del medico, che li include nella propria pratica clinica, e del farmacista, principali driver di informazione per i consumatori.
Gli integratori si inseriscono nella proposta di salute della farmacia e consolidano la posizione di prima categoria dopo il farmaco etico. La farmacia è il principale canale di distribuzione degli integratori dove si sviluppa l’86% del valore totale di mercato, corrispondente a oltre 3 miliardi di euro.
Le aziende associate a Federsalus esprimono un fatturato industriale 2017 pari a 1,33 miliardi di euro in aumento del 12% rispetto all’indagine dell’anno precedente. Le aziende del comparto hanno investito soprattutto in impianti e nuovi macchinari, in ricerca e sviluppo, tecnologie e formazione che rappresentano il 72% degli investimenti realizzati nel 2017.
Il modello di produzione prevalente, fiore all’occhiello del made in Italy, è quello del contract manufacturing (produzione in conto terzi), modello industriale utilizzato in Italia da importantissime multinazionali farmaceutiche, a riprova della qualità produttiva. Per oltre il 73% delle aziende rispondenti la produzione di integratori alimentari è realizzata in Italia.
“FederSalus, da interlocutore di riferimento delle autorità nazionali ed europee, ha l’obiettivo di contribuire a creare le condizioni per uno sviluppo industriale a lungo termine, supportata da un quadro normativo di riferimento che sia in grado di valorizzare la peculiarità e la funzione sociale dell’integratore alimentare”, spiega Marco Fiorani, Presidente FederSalus.
“Per continuare a creare sviluppo, occupazione e innovazione del settore – continua Fiorani – le aziende chiedono un quadro regolatorio sempre più appropriato e misure di sostegno alla realizzazione di progetti di investimento finalizzati alla valorizzazione economica dei brevetti assieme ad un sostegno all’internazionalizzazione”.
“FederSalus sta attivando un desk internazionalizzazione, in collaborazione con ICE – Italian Trade Agency, per supportare le aziende verso i mercati esteri. Nel 2019, attraverso l’organizzazione di incontri BtoB con operatori internazionali e di collettive nelle più importanti exhibition del settore, l’Associazione sarà a Ginevra, a Tokyo e a Chicago”, conclude il presidente di Federsalus.