Università di Bari. Un radiofarmaco innovativo per diagnosticare il tumore alla prostata

Al Policlinico di Bari è stata avviata con successo la diagnostica PET/CT con il radiofarmaco 68Ga-PSMA-11 (68Gallio – Prostate Specific Membrane Antigen), utilizzato in pazienti sospetti o con tumore alla prostata, e formulato direttamente dalla radiofarmacia del reparto di Medicina nucleare.

La PET/CT con radiofarmaco 68Ga-PSMA-11 è un esame molto sensibile che, grazie a una sola scansione del corpo, permette di individuare anche minimi segni clinici di carcinoma alla prostata, il tumore maschile più frequente e la seconda causa di morte correlata al cancro.

Il nuovo radiofarmaco rappresenta il risultato finale di un complicato processo di approvvigionamento e di sintesi delle materie prime, di controlli di qualità e certificazioni: attività solitamente ad appannaggio della ricerca industriale, questa volta rese possibili dalle moderne e innovative apparecchiature e tecnologie di cui è dotato il Policlinico.

“Il radiofarmaco viene iniettato per via endovenosa e aiuta la diagnosi del tumore alla prostata perché si localizza a livello della lesione tumorale evidenziandola”, spiega Nunzio Denora, docente di Tecnologie farmaceutiche e normativa dei medicinali dell’università di Bari. “La fase clinica di sperimentazione è stata progettata – prosegue – e a breve il farmaco entrerà nelle cliniche. Una volta conclusa la fase sperimentale sarà fruibile da parte della medicina nucleare”.

Il tumore alla prostata in Italia nel 2022 ha colpito quasi 41mila persone, i malati in tutto il paese sono complessivamente 564mila. Numeri che fanno di questa patologia il secondo tipo di cancro più comune fra gli uomini e il quarto più diffuso al mondo.

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